CODICE DEONTOLOGICO DELL’ETIOPATIA ANIMALE

Norme Deontologiche generali dell’Etiopata

Possono definirsi “ETIOPATA  D.E./OSTEOPATA D.O.” coloro che, hanno frequentato con successo il/i relativo/vi Corso/i di Formazione presso uno degli Istituti privati o pubbliche Nazionali e/o Esteri che seguono le indicazioni degli Istituti di Formazione in ETIOPATIA/OSTEOPATIA ANIMALE.

L’Etiopata esercita la sua attività con iscrizione all’ufficio IVA con codice attribuito.

Nell’ambito della libera scelta della persona, l’Etiopata deve informare la persona assistita che il proprio intervento rientra nell’approccio delle medicine tradizionali, alternative e complementari (TM & CAM), che non sono sostitutive delle comprovate e specifiche competenze mediche e specialistiche.

PRINCIPI GENERALI

Art. 1 L’etiopata è tenuto all’osservanza ed alla conoscenza del presente codice in qualunque forma venga esercitata l’attività di etiopata (sia libera che dipendente, sia in una struttura pubblica che privata). L’ignoranza delle norme dello stesso non esime l’iscritto dalla responsabilità disciplinare.

Art. 2 Per l’espletamento della propria attività, l’etiopata ha la possibilità di iscriversi ad un’associazione di categoria professionale, e di rinnovarne annualmente l’iscrizione nei tempi e nelle modalità previste. L’esercizio dell’attività non può avvenire usando un nome diverso da quello fornito all’associazione di appartenenza.

Art. 3 L’etiopata, nell’esercizio della propria attività ed anche al di fuori di essa, deve uniformare il proprio comportamento all’osservanza dei doveri di probità, dignità e decoro.

Art. 4 L’etiopata ha l’obbligo della difesa, della cura e del rispetto della vita in ogni sua forma. Esercita la professione senza pregiudizi e discriminazioni di sesso, di razza, di nazionalità, di lingua, di religione, di politica, di classe sociale, di disabilità fisica o mentale, astenendosi da qualsiasi atto o comportamento che possa arrecare danno o lesione, di qualsiasi natura, alla persona.

Art. 5 L’etiopata ha l’obbligo nei confronti di se stesso e dei suoi pazienti, sia durante che al di fuori dell’esercizio della sua attività, di perseguire una condotta di vita sana e salutare, promuovendo e preservando al meglio la propria salute fisica e psichica. Non può altresì esercitare se affetto da patologie infettive, nonché da condizioni psichiche o fisiche, dipendenze da droghe o alcool, che ne alterino la competenza e le abilità.

Art. 6 L’etiopata deve svolgere la sua attività in piena scienza e coscienza, diligenza e senso di responsabilità, nell’ambito delle sue capacità e competenze, vagliando la pertinenza del suo intervento in modo corretto, autonomo ed appropriato, sulla base delle conoscenze tecniche e scientifiche in suo possesso, per la promozione della salute e del benessere del paziente.

Art. 7 L’etiopata deve astenersi da qualsiasi comportamento che generi discredito alla professione e dallo svolgimento di attività incompatibili con la dignità professionale. L’etiopata non deve abusare per nessun motivo della sua professione, per scopi economici, coercitivi, sessuali o di altra natura.

Art. 8 L’etiopata deve sempre qualificarsi in modo tale che sia evitato ogni possibile equivoco sulla sua qualifica professionale, utilizzando ed indicando solo i titoli che gli competono, in particolare evidenziando le differenze sostanziali rispetto alla Professioni Sanitarie del veterinario.

Art. 9 L’etiopata può lavorare individualmente, in collaborazione o associazione con altri etiopati o figure sanitarie, in strutture private o pubbliche. È ammesso associarsi ad uno o più studi. L’etiopata, durante le sue assenze, può farsi sostituire esclusivamente da un collega diplomato, a cui dovrà fornire tutte le informazioni necessarie sul paziente per garantirne un’assistenza adeguata.

Art. 10 Gli ambienti e i locali in cui è espletata l’assistenza etiopatica devono risultare puliti, decorosi e conformi alla sicurezza e alla privacy del paziente, oltre che alla dignità della professione. L’etiopata ha l’obbligo di assicurare i suddetti locali dal rischio di responsabilità civile.

Art. 11 L’etiopata può dare informazioni sulla propria attività professionale, purché il contenuto e la forma siano coerenti con i principi del presente codice, con la dignità e il decoro dell’attività svolta, e la pubblicità risponda a criteri di trasparenza e veridicità, il rispetto dei quali è verificato dagli organi di controllo delle associazioni di categoria. In ogni caso l’informazione non deve assumere i connotati della pubblicità ingannevole, elogiativa o comparativa.

Art. 12 L’etiopata necessita di aggiornamento professionale costante e di formazione permanente, basando il proprio comportamento sulle conoscenze tecniche e scientifiche, a tutela del benessere e della salute fisica e psichica del paziente animale o persona sia.

Art. 13 L’etiopata stabilisce, in piena autonomia, i propri onorari, comunicando all’utente l’entità degli stessi prima dell’inizio del trattamento.

Art. 14 L’etiopata è tenuto a sottoscrivere polizza professionale per la responsabilità civile.

Art. 15 Non sono consentite l’organizzazione e la sponsorizzazione di seminari di studi, di corsi di formazione e di convegni in discipline attinenti l’etiopatia, organizzati da singoli etiopati.

RAPPORTI CON GLI UTENTI

Art. 16 Il rapporto con l’utenza è di natura fiduciaria e deve essere improntato sulla lealtà, correttezza e chiarezza.

Art. 17 L’etiopata è sempre libero, in qualsiasi momento, di rinunciare a prestare la propria opera a favore della persona assistita, qualora sia venuto meno il rapporto fiduciario o qualora esso venga compromesso.

Art. 18 L’etiopata promuove l’auto-sufficienza del paziente non creando dipendenze e comunque non dovrà accettare richieste in contrasto con i principi di scienza e coscienza o con gli obiettivi dell’intervento osteopatico.

Art. 19 L’etiopata non veterinario non è abilitato a formulare una diagnosi medica veterinaria, prescrivere farmaci, prescrivere o eseguire esami strumentali di pertinenza medica, eseguire interventi chirurgici o qualsiasi atto di esclusiva competenza medica veterinaria. L’etiopata può accedere ai dati sensibili dell’utente e alle diagnostiche mediche, senza esprimere giudizi o pareri interpretativi. La raccolta dei dati di salute, la visione degli esami strumentali, così come le manovre semeiologiche pertinenti al caso sono orientate ad un corretto inquadramento di possibili controindicazioni al trattamento etiopatico e/o a un successivo indirizzo agli ambiti sanitari.

Art. 20 L’etiopata ha obbligo di riservatezza sulle informazioni ricevute o ottenute nell’esercizio della propria attività, nonché sulle prestazioni svolte o programmate.

Art. 21 L’etiopata deve attenersi alle norme di legge vigenti in materia di conservazione ed archiviazione dei dati, specialmente in relazione ai dati sensibili.

Art. 22 L’etiopata assume le informazioni necessarie dall’assistito/a, e comunica, in modo trasparente e oggettivo, gli obiettivi etiopatici e il relativo percorso di trattamento, utilizzando un linguaggio comprensibile ed adeguato al livello culturale dell’utente. La buona norma si estende anche alla comunicazione dei fattori che potrebbero limitare i risultati, informando il paziente assistito sui possibili effetti secondari e/o collaterali del trattamento.

Art. 23 L’etiopata richiede consenso informativo al trattamento.

Art. 24 Nel caso in cui l’etiopata ha bisogno di registrazioni audio e/o video a scopo di ricerca o documentazione del caso, deve ottenerne un consenso specifico della persona assistita, dopo averlo edotto sui motivi, lo scopo e l’utilizzo di tali registrazioni. Deve inoltre attenersi alle norme di legge vigenti in materia di conservazione e archiviazione dei dati acquisiti.

Art. 26 Qualora per qualsiasi motivo l’etiopata sia costretto a sospendere o a terminare l’esercizio della sua attività, o a trasferirla in altra regione o paese, informa con adeguato anticipo le persone assistite.

RAPPORTI CON I COLLEGHI

Art. 27 Gli etiopati intrattengono rapporti basati sulla correttezza e lealtà, in uno spirito di collaborazione improntato allo sviluppo della disciplina etiopatica e mirata ad evitare discrediti tra colleghi ed incomprensioni con altre professioni, anche in presenza di contrasto di opinioni.

Art. 28 Qualsiasi forma di libera e leale competizione si basa esclusivamente sulla qualità professionale e del proprio lavoro. L’etiopata deve astenersi da ogni forma di scorretta concorrenza nei riguardi di altri colleghi.

Art. 29 L’etiopata ha la facoltà di incontrare qualunque altro collega, veterinario generico o specialista, quando il consulto gli sia richiesto dall’utente o dai suoi legali rappresentanti.

Art. 30 L’etiopata presta la massima collaborazione nei rapporti con le associazioni di categoria a cui è iscritto, nel pieno rispetto delle norme deontologiche.

Art. 31 L’etiopata è tenuto a comunicare all’associazione di categoria una residenza certa e opera in un luogo di lavoro idoneo all’esercizio della propria attività.

Art. 32 L’etiopata è tenuto agli adempimenti previdenziali e fiscali a suo carico secondo le norme di legge vigenti.